Commercio Equo e Solidale

Cosa significa Commercio Equo e Solidale:

 

- Giusto guadagno per i produttori;

- Rispetto per i diritti dei Lavoratori: per la loro Salute, per la loro Libertà.

- Rispetto dell'Ambiente e delle Culture locali.

- Nessun intermediario

- Pagamento anticipato dell'ordine (almeno 50%), per evitare l'indebitamento dei produttori.

- Salvaguardia dei diritti dei Bambini.

 

CARTA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

 

ARTICOLO 1 Definizione di Commercio Equo e  Solidale Il Commercio Equo e Solidale è un  approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove  giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le  persone e per l’ambiente, attraverso il commercio, la crescita della  consapevolezza dei consumatori, l’educazione, l’informazione e l’azione  politica. Il Commercio Equo e Solidale è una relazione paritaria fra  tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: dai  produttori ai consumatori.

ARTICOLO 2 Obiettivi del Commercio Equo e  Solidale

1.Migliorare le condizioni di vita dei produttori aumentandone  l'accesso al mercato, rafforzando le organizzazioni di produttori,  pagando un prezzo migliore ed assicurando continuità nelle relazioni  commerciali.

2.Promuovere opportunità di sviluppo per produttori svantaggiati,  specialmente gruppi di donne e popolazioni indigene e proteggere i  bambini dallo sfruttamento nel processo produttivo.

3.Divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento,  tramite la vendita di prodotti, favorendo e stimolando nei consumatori  la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico  dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo.

4. Organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e  nel rispetto della dignità umana, aumentando la consapevolezza dei  consumatori sugli effetti negativi che il commercio internazionale ha  sui produttori, in maniera tale che possano esercitare il proprio potere  di acquisto in maniera positiva.

5.Proteggere i diritti umani promuovendo giustizia sociale,  sostenibilità ambientale, sicurezza economica.

6.Favorire la creazione di opportunità di lavoro a condizioni giuste  tanto nei Paesi economicamente svantaggiati come in quelli  economicamente sviluppati.

7. Favorire l'incontro fra consumatori critici e produttori dei Paesi  economicamente meno sviluppati.

8.Sostenere l'autosviluppo economico e sociale.

9.Stimolare le istituzioni nazionali ed internazionali a compiere  scelte economiche e commerciali a difesa dei piccoli produttori, della  stabilità economica e della tutela ambientale, effettuando campagne di  informazione e pressione affinché cambino le regole e la pratica del  commercio internazionale convenzionale.

10.Promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali.

ARTICOLO 3 Criteri generali adottati  dalle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale

Le organizzazioni di Commercio Equo e Solidale si impegnano a  condividere ed attuare, nel proprio statuto ,  nel materiale informativo  prodotto e nelle azioni, la definizione e gli obiettivi del Commercio  Equo e Solidale. In particolare si impegnano a:

1.Garantire condizioni di lavoro che rispettino i diritti dei  lavoratori sanciti dalle convenzioni OIL.

2.Non ricorrere al lavoro infantile e a non sfruttare il lavoro  minorile, agendo nel rispetto della Convenzione Internazionale sui  diritti dell'Infanzia.

3.Pagare un prezzo equo che garantisca a tutte le organizzazioni  coinvolte nella catena di commercializzazione un giusto guadagno; il  prezzo equo per il produttore è il prezzo concordato con il produttore  stesso sulla base del costo delle materie prime, del costo del lavoro  locale, della retribuzione dignitosa e regolare per ogni singolo  produttore.

4.Garantire ai lavoratori una giusta retribuzione per il lavoro  svolto assicurando pari opportunità lavorative e salariali senza  distinzioni di sesso, età, condizione sociale, religione, convinzioni  politiche.

5.Rispettare l'ambiente e promuovere uno sviluppo sostenibile in  tutte le fasi di produzione e commercializzazione, privilegiando e  promuovendo produzioni biologiche, l'uso di materiali riciclabili, e  processi produttivi e distributivi a basso impatto ambientale.

6.Adottare strutture organizzative democratiche e trasparenti in  tutti gli aspetti dell'attività ed in cui sia garantita una  partecipazione collettiva al processo decisionale.

7.Coinvolgere produttori di base, volontari e lavoratori nelle  decisioni che li riguardano.

8.Reinvestire gli utili nell'attività produttiva e/o a beneficio  sociale dei lavoratori (p.e. fondi sociali).

9. Garantire un flusso di informazioni multidirezionale che consenta  di conoscere le modalità di lavoro, le strategie politiche e commerciali  ed il contesto socio-economico di ogni organizzazione.

10.Promuovere azioni informative, educative e politiche sul Commercio  Equo e Solidale, sui rapporti fra i Paesi svantaggiati da un punto di  vista economico e i Paesi economicamente sviluppati e sulle tematiche  collegate.

11.Garantire rapporti commerciali diretti e continuativi, evitando  forme di intermediazione speculativa, escludendo costrizioni e/o  imposizioni reciproche e consentendo una migliore conoscenza reciproca.

12.Privilegiare progetti che promuovono il miglioramento della  condizione delle categorie più deboli.

13. Valorizzare e privilegiare i prodotti artigianali espressioni  delle basi culturali, sociali e religiose locali perché portatori di  informazioni e base per uno scambio culturale.

14.Cooperare, riconoscendosi reciprocamente, ad azioni comuni e a  favorire momenti di scambio e di condivisione, privilegiando le finalità  comuni rispetto agli interessi particolari. Per evitare azioni che  indeboliscano il Commercio Equo e Solidale si impegnano, inoltre, in  caso di controversie, a fare un percorso di confronto e di dialogo,  eventualmente con l'aiuto di un facilitatore.

15.Garantire relazioni commerciali libere e trasparenti, promuovendo  processi di sviluppo e coordinandosi nello spirito dell'art. 3.14.

16.Garantire trasparenza nella gestione economica con particolare  attenzione alle retribuzioni.

ARTICOLO 4 Produttori ed Esportatori

6.1 Produttori

I Produttori sono organizzazioni di produzione e commercializzazione  di artigianato ed alimentari che condividono gli obiettivi del Commercio  Equo e Solidale e rispettano i criteri elencati nel Capitolo 3 di  questa Carta.

I Produttori devono:

1.Perseguire logiche di autosviluppo e di autonomia delle popolazioni  locali.

2.Evitare una dipendenza economica verso l'esportazione, a scapito  della produzione per il mercato locale

3.Evitare di esportare prodotti alimentari e materie prime  scarseggianti o di manufatti con queste ottenuti

4.Favorire l'uso di materie prime locali

5.Garantire la qualità del prodotto

Qualora i produttori non siano in grado di esportare direttamente  possono servirsi di organizzazioni di esportazione.

4.2 Esportatori

Gli Esportatori sono organizzazioni che acquistano principalmente dai  produttori come specificati all'art.4.1, e vendono prevalentemente a  organizzazioni di Commercio Equo e Solidale; essi condividono gli  obiettivi del Commercio Equo e Solidale e rispettano i criteri elencati  nel Capitolo 3 di questa Carta.

Gli esportatori devono:

1.Assicurarsi che i princìpi del Commercio Equo e Solidale siano  conosciuti dai produttori e lavorare con questi per applicarli

2.Fornire supporto alle organizzazioni di produzione: formazione,  consulenza, ricerche di mercato, sviluppo dei prodotti, feedback sui  prodotti e sul mercato

3.Dare ai produttori, se da questi richiesto, il pre-finanziamento  della merce o altre forme di credito equo o microcredito

4.Fornire informazioni sui prodotti e sui produttori e sui prezzi  pagati ai produttori

5.Garantire rapporti di continuità con i produttori

ARTICOLO 5 Organizzazioni  italiane di Commercio Equo e Solidale

Le Organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale  commercializzano prevalentemente prodotti del Commercio Equo e Solidale  di organizzazioni di produzione e/o di esportazione e/o di altre  organizzazioni di Commercio Equo e Solidale.

Il ricorso a fornitori esterni al circuito del Commercio Equo e  Solidale deve essere funzionale agli scopi sociali, e agli obiettivi del  Commercio Equo e Solidale stesso.

Le organizzazioni italiane condividono gli obiettivi del Commercio  Equo e Solidale, rispettano i criteri elencati nel Capitolo 3 di questa  Carta.

Le Organizzazioni italiane devono:

1.Promuovere iniziative di economia solidale al meglio delle proprie  possibilità.

2.Sostenere le campagne di sensibilizzazione e pressione, condotte a  livello nazionale ed internazionale, volte a realizzare gli obiettivi  del Commercio Equo e Solidale

3.Essere senza fini di lucro.

4.Inserire, appena possibile, personale stipendiato all'interno della  struttura, garantendo un'adeguata formazione.

5.Valorizzare e formare i volontari e garantire loro la  partecipazione ai processi decisionali.

6.Rendere disponibile alle organizzazioni di Commercio Equo e  Solidale, impegnandosi alla trasparenza, l'accesso alle informazioni  riguardanti le proprie attività (commerciali e culturali)

7.Avviare e mantenere contatti diretti con esperienze marginali di  autosviluppo, sia in loco che nei Paesi economicamente svantaggiati al  fine di stabilire una sorta di gemellaggio equosolidale, con ogni mezzo  idoneo a permettere la conoscenza di luoghi, persone, modalità di vita e  di produzione che possano associarsi ai concetti con cui si definisce  il Commercio Equo e Solidale.

Nell'attività di acquisto e di importazione le Organizzazioni  italiane di Commercio Equo e Solidale devono:

1.Offrire ai produttori, se da essi richiesto, il pre-finanziamento  della merce, e favorire altre forme di credito equo o microcredito,  qualora non esistano in loco possibilità di accesso a crediti

2.Promuovere, anche attraverso la collaborazione reciproca, rapporti  di continuità, per mantenere un clima di autentico scambio, per favorire  una maggiore stabilità per gli sbocchi di mercato dei produttori, e per  permettere un effettivo miglioramento delle condizioni di vita sul  breve/medio/lungo periodo.

3.Fornire supporto alle organizzazioni di produzione ed esportazione:  formazione, consulenze, ricerche di mercato, sviluppo di prodotti,  feedback sui prodotti e sul mercato

4.Assicurarsi che i principi del Commercio Equo e Solidale siano  conosciuti e condivisi dai produttori e lavorare con questi per  applicarli

5.Favorire, laddove sussistano le condizioni, la lavorazione dei  prodotti presso le organizzazioni di produttori e/o privilegiare  l'acquisto o l'importazione di prodotti la cui lavorazione avviene anche  parzialmente nei paesi di origine dei produttori

6. Dare possibilità alle altre organizzazioni di Commercio Equo e  Solidale di fare viaggi di conoscenza presso i produttori (e viceversa),  rispettando i criteri del Turismo responsabile espressi nel documento  "Turismo responsabile: Carta d'identità per viaggi sostenibili"

7.Privilegiare i fornitori esterni al circuito del Commercio Equo e  Solidale fra quelli organizzati in strutture no-profit, con finalità  sociali e con gestione trasparente e democratica e che abbiano prodotti  eco-compatibili e culturali. Non intraprendere relazioni commerciali con  aziende che, con certezza, violino i diritti umani e dei lavoratori

Nell'attività di vendita le Organizzazioni italiane di Commercio  Equo e Solidale devono:

1.Fornire ai consumatori tutto il materiale informativo disponibile,  comprese le schede del prezzo trasparente

2.Mantenersi costantemente informate sui prodotti che vengono  venduti, verificando che vengano rispettati i criteri del Commercio Equo  e Solidale

3.Garantire ai consumatori sia in caso di distribuzione diretta che  di distribuzione attraverso soggetti esterni, informazioni relative al  Commercio Equo e Solidale, ai gruppi produttori che hanno realizzato il  prodotto o fornito le materie prime, alla rete delle organizzazioni di  Commercio Equo e Solidale ed uno schema di prezzo trasparente, che  fornisca almeno le seguenti informazioni: prezzo FOB pagato al  fornitore, costo di gestione, importazione e trasporto, margine per la  vendita. Tali informazioni possono essere indicate in percentuale od in  valore assoluto, per singolo prodotto o per categoria di prodotti, o per  paese di provenienza, o per gruppo di produttori.

In caso di vendita all'ingrosso:

1.Vendere prevalentemente alle organizzazioni di Commercio Equo e  Solidale, ai canali di economia solidale, e/o di solidarietà sociale,  gruppi di autoconsumo e/o gruppi informali di solidarietà

2.Fornire alle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale  informazioni sui prodotti e sui produttori attraverso schede informative  che contengano il prezzo trasparente dei prodotti ed essere disponibili  a fornire la documentazione di supporto

ARTICOLO 6 Prodotti trasformati

I prodotti trasformati sono tutti quei prodotti non riconducibili ad  un'unica materia prima: biscotti, cioccolata, dolciumi, ecc.

1.I prodotti trasformati possono essere definiti in etichetta  “prodotti di Commercio Equo e Solidale” solo se almeno il 50% del costo  franco trasformatore delle materie prime o il 50% del peso delle materie  prime è di Commercio Equo e Solidale

2.L'elaborazione dei prodotti trasformati, laddove ne esistano le  condizioni, dovrebbe avvenire nei Paesi d'origine.

3.La trasformazione deve essere effettuata da soggetti dell'economia  solidale o comunque da cooperative o imprese che non siano in  contrasto con i principi del Commercio Equo e Solidale.

4.I prodotti trasformati devono riportare in etichetta la dicitura:

"Totale ingredienti del Commercio Equo e Solidale: %"

5.Nei prodotti trasformati, la scelta degli altri ingredienti  rispetto a quelli del Commercio Equo e Solidale deve ispirarsi ai  criteri esposti all'art.3.5 di questa Carta.

Informazioni aggiuntive